“Galeotto fu” il pelapatate e chi lo inventò.

pelapatate

Siete già arrivati all’inferno dantesco? Scommetto di sì. Come dimenticare l’amore focoso e adultero della Francesca di Dante, la quale ammette che dietro questa fiamma proibita si celi in realtà, un libro. Il colpevole, l’intermediario che unì Paolo e Francesca sulla scia della passione che unì gli stessi Lancillotto e Ginevra. “Galeotto fu il libro“, oggi ancora vive nei nostri modi di dire, quando dobbiamo rendere a parole la figura (spesso aggettivo) di colui (persona o cosa) che si è fatto intermediario amoroso. Quasi sempre è così. Francesca alludeva alla Letteratura Cavalleresca, è lei che ha reso possibile l’amore per Paolo.

Qui non c’è la Letteratura, bensì la gastronomia e tutta quella gamma di utensili e minuziosi attrezzi che, tenuti segretamente, nel cassetto della nostra cucina, possono veramente cambiare il rapporto con ciò che cuciniamo. Alla fine chi ama la cucina, sa che è un po’ come amare incondizionatamente, senza grandi pretese se non quella di assaporare con gli occhi e con il palato, le nostre piccole opere d’arte. Un amore che raggiunge le vette più alte quando lo sappiamo condividere con gli altri, perché cucinare è un modo di “dare”.

Oggi è giovedì, e giovedì gnocchi. Però di solito ci pensa mia nonna ad operarsi con le mani impastate, e a presentarsi in casa con questo vassoio dorato colmo di piccoli “bon bon patatosi“. Come spesso accade in questi miei primissimi post, una premessa aiuta sia me che voi, a conoscerci meglio. Quindi mi piace essere sincera, sempre, come in questo momento: non ho mai usato un pelapatate!

Ora, vi prego, non pensate a me come a una Gregoraci qualsiasi (ho letto della sua bella figura in tv, qualche anno fa, nel programma di Victoria Cabello, ecco questo è il video http://www.youtube.com/watch?v=kEOUvQv9a2o ). E’ comunque piuttosto strano che io abbia scoperto questo strumento solamente oggi, a ventotto anni. Io ho iniziato a cucinare un pochino più sul serio quando sono diventata mamma, avevo ventitré anni. E chi è mamma sa che, durante i primi anni, sembra davvero non esistere il tempo oltre la casa, i pannolini, le pappe, la febbre e così via. A cucinare si cucina, è chiaro, ma almeno a me per troppo tempo è mancato quel pizzico di fantasia e voglia di sperimentare, di creare e dedicarmi completamente ai fornelli. Qui si potrebbe parlare per ore, meglio non dilungarsi troppo, magari un giorno racconterò più di me, ora per noi deve esistere solo una cosa: il pelapatate.

Il pelapatate è uno strumento con tanto di manico e lama. Sono diverse le forme e le caratteristiche che oggi questo attrezzo può offrire. E infatti, quante cose si possono fare con un pelapatate? Tantissime. Oggi io ho capito per la prima volta, che tagliare le patate col metodo antico del coltello, oltre a far venire calli e crampi continui, fa venir via buona parte della patata. Cosa che non accade con il pelapatate. Ne ho trovato uno piccolino, credo tra i più comuni che si trovano nei supermercati, con la lama in ceramica. Le mie patate sono venute di una tondezza perfetta e delicata, ma appunto, per rendere onore a questo indispensabile attrezzo, ricordiamocene quando vogliamo tagliuzzare le zucchine, le carote, la frutta anche. Oppure per fare le cosiddette “scagliette” di cioccolato. La mia missione ora è provare tutti i modi e gli usi di colui che in questa mia cucina “galeotto fu”; perché potrebbe rendere possibile, questo nuovo, saporito, sentimento.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s