L’aranciatorta

torta arance

Questa l’avevo persa per strada, come si dice. La torta all’arancia profumò la casa e accontentò grandi e bambini circa due settimane fa. Ed ero convinta di aver già scritto la ricetta. Perdonate la mia testa strampalata…

Ci sono dolci che andrebbero realizzati anche solo per il rapporto incredibile che c’è, tra semplicità e l’enorme soddisfazione di vedere un bel dolce, fatto con le proprie mani. Nel caso dell’aranciatorta, anche solo per l’odore fresco e delicato che lascia in casa, potremmo dire davvero lo stesso.

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Torta al cioccolato con gli smarties

torta luca

Mamma io voglio la torta con la nutella e gli smarties“. E quando tuo figlio chiede, si sa, è impossibile dire di no!

Ieri il mio piccolo Minion ha fatto cinque anni, in attesa della festa di sabato però, mi sembrava troppo triste non fare nulla per quello che a tutti gli effetti è “il suo giorno”. Così, sistemate le cosette da portare all’asilo per la festa con i compagni, ho iniziato a pasticciare in cucina per accontentare il piccoletto. Dunque, torta al cacao (“Mamma anche la nutella come la torta che ha portato Riccardo a scuola…“) con nutella e smarties. Ok, ce la posso fare.

Avevo già sperimentato una ricetta per quella che potremmo chiamare “torta kinder fetta al latte”, e so per certo che ai bambini piace tantissimo.

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Il cucchiaio della “sofficezza”

La finestra socchiusa.

Prologo

Non c’era gara più avvincente, e non c’è ancora oggi ricordo più dolce e messo a fuoco, di quella staffetta dalla sala alla cucina, per agguantare quello che io amo chiamare, il cucchiaio della “sofficezza”. Qualcosa che nella lingua italiana non c’è. E perdonerete, spero, l’improvvisazione del momento; ma proprio non saprei descrivere altrimenti, questo ricordo e tutto ciò che vorrei ad esso affiancare. Le sensazioni della pelle, della mente che ricorda e degli occhi che si gonfiano, sono difficili da raccontare. La sofficezza si presta come nessun altro aggettivo, seppur strampalato, a rubare quei ricordi, quegli odori che hanno alleggerito gran parte della mia infanzia. Quando insieme a mio fratello, mi imbattevo nella noia e cercavo in tutti i modi di sconfiggerla. Prendendola a calci fino a chiuderla definitivamente fuori. Per me la sofficezza è come un’arpa che sfiora solo le note più lievi. Come una carezza che non smette mai di farti sentire al sicuro.

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I miei biscotti al burro, bruttini ma buoni.

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Oggi è stato quel tipo di giornata che decidi di passare in pigiama, tranquilla a pensare a tutto ciò che di importante ultimamente ti frulla per la testa e soprattutto, la giornata che ti prende l’ispirazione in cucina e ti fa fare cose nuove. Nulla di che, sia chiaro. Una cosa in realtà semplicissima ma che, io personalmente, non avevo ancora sperimentato. Vedo qualche tempo fa su una rivista la ricetta dei classici biscotti al burro, quelli a forma di cavallo per intenderci. Controllo nel cassetto la sac à poche, c’è; il fatto è che manca la bocchetta a stella, quella che mi avrebbe aiutato a dare ai biscottini la forma perfetta.

Già questa cosa un po’ mi aveva avvilito, perché immaginavo a quale orribile forma avrebbero avuto i miei biscotti. Come se non bastasse l’impasto, davvero non mi convinceva…tanto che avrei voluto rinunciare e buttare tutto. Così non è stato, fortunatamente. E dico fortunatamente perché in cucina si sa, non si deve buttare via mai niente.

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Insalata di finocchi, arance e noci.

finocchi arancia noci

D’inverno si fa sempre più fatica a trovare l’insalata giusta. Beh, questa è davvero l’ideale; perché vuole frutta e verdura di stagione e accompagna a meraviglia un pranzo o una cena, mentre fuori piove o la temperatura non è delle più miti. Vitamina C e la croccantezza saporita delle noci e dei finocchi. A chiudere il piatto, bocconcini di arancia che rendono l’insalata fresca e morbida. Io la faccio spesso, facile, veloce e sempre buona. Ottima come antipasto o come contorno, ad accompagnare un secondo che sia di carne o pesce.

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Muffin al cacao

Muffin al cacao

Avevo messo nel cassetto del dimenticatoio, il terzo in basso per intenderci (quello in cui metti tutto ciò che ti fa pensare: “prima o poi lo utilizzerò”), gli stampini in silicone. Presi una volta al supermercato, colta dal tipico raptus da pasticcera. Finalmente questo pomeriggio mi decido a tirarli fuori, e sperimentare il dolce da stampini per eccellenza. La prima volta che si parla di Muffin, si parla in realtà di “moofin”, ed era in Inghilterra nel 1703.  Le sue origini lo vedono come esclusiva della servitù; la maggior parte delle volte fatti con i rimasugli del pane del giorno prima o di biscotti, mescolati poi con patate schiacciate. Mouflet in francese, muffen in tedesco, fino all’incarnazione della morbidezza grumosa, tutta in un piccolo tortino chiamato, anche qui in Italia, Muffin.

Ne abbiamo visti e mangiati di ogni tipo, al cioccolato, al cacao, bianchi con le gocce di cioccolato, ai mirtilli e potremmo continuare ancora tanto da arrivare alla variante salata. Ma oggi, questa mia modestissima ricetta, parla del muffin al cacao, con qualche goccia di cioccolato bianco tanto per contrastare lo scuro del cacao e, addolcire ancora un po’, il cuore del nostro piccolo cake.

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Mamma ha fatto gli gnocchi!

gnocchi

Siamo giunte a un primo piatto, è già un bel traguardo per me. Soprattutto mi rende felice pensare che i primi protagonisti, siano proprio gli gnocchi. Un piatto conosciuto in tutto il mondo, amato da grandi e bambini. Sperimentato in tutte le salse, o quasi, tanto buono e sostanzioso da diventare un modo di dire “ridi ridi, che mamma ha fatto gli gnocchi“. Non mi è mai stato chiaro il senso di questa affermazione, so solo che da bambina io associavo lo gnocco al giovedì e, anche questa cosa, ahimé non mi è chiara. Ma non mi importa, in fondo mi piace lasciare questa immagine misteriosa e di un gusto unico e morbidissimo, la stessa che avevo proprio da bambina. Mi è capitato di leggere da qualche parte che, fare gli gnocchi è una bella sfida, nonché Arte. Sono abbastanza d’accordo, e oggi, posso dire orgogliosa e fiera, di aver vinto la mia prima sfida “con le mani in pasta”.

Di solito guardo sul web, e sperimento i miei piatti. Questa volta, e tutte le volte in cui si parla di piatti tradizionali, di quelli che hai imparato ad amare in casa, sono andata a bussare alla porta della nonna, la mia paladina degli gnocchi. Amavo vederla infarinata fin sopra le lenti dei suoi occhiali, le mani che schiaffeggiavano quella insolita palla di pasta, e più la strapazzava e più lei si faceva docile, fino a prendere una forma perfetta. Nonostante ai miei occhi apparisse tutto come una curiosa e ardua impresa, mia nonna mi semplifica il tutto dicendo: “e che ce vole fija mia, brava, imparate perché quando io non ci sarò più, chi li fa li gnocchi?”.

Non aveva tutti i torti la nonna, la procedura per fare gli gnocchi non è affatto complessa, anzi.

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