Tarte Tatin salata

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Incredibile ma vero, una ricetta salata da queste parti!!!

Oggi avevo voglia di sfornare qualcosa che non fosse di zucchero e uova, ma che restasse comunque nei sensi del “dolce” e risaltasse quella sapidità che, a volte, richiama le nostre voglie. E poi volevo sporcarmi le mani, impastare, tirare fuori il piano da lavoro e stendere la pasta. Dunque una torta salata era proprio l’ideale. Conosciamo la Tarte Tatin nella classica versione francese, dolce. La torta rovesciata con le mele a raggiera, burrose e caramellate. Questa è l’altra faccia della Tatin, diciamo così.

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Mamma ha fatto gli gnocchi!

gnocchi

Siamo giunte a un primo piatto, è già un bel traguardo per me. Soprattutto mi rende felice pensare che i primi protagonisti, siano proprio gli gnocchi. Un piatto conosciuto in tutto il mondo, amato da grandi e bambini. Sperimentato in tutte le salse, o quasi, tanto buono e sostanzioso da diventare un modo di dire “ridi ridi, che mamma ha fatto gli gnocchi“. Non mi è mai stato chiaro il senso di questa affermazione, so solo che da bambina io associavo lo gnocco al giovedì e, anche questa cosa, ahimé non mi è chiara. Ma non mi importa, in fondo mi piace lasciare questa immagine misteriosa e di un gusto unico e morbidissimo, la stessa che avevo proprio da bambina. Mi è capitato di leggere da qualche parte che, fare gli gnocchi è una bella sfida, nonché Arte. Sono abbastanza d’accordo, e oggi, posso dire orgogliosa e fiera, di aver vinto la mia prima sfida “con le mani in pasta”.

Di solito guardo sul web, e sperimento i miei piatti. Questa volta, e tutte le volte in cui si parla di piatti tradizionali, di quelli che hai imparato ad amare in casa, sono andata a bussare alla porta della nonna, la mia paladina degli gnocchi. Amavo vederla infarinata fin sopra le lenti dei suoi occhiali, le mani che schiaffeggiavano quella insolita palla di pasta, e più la strapazzava e più lei si faceva docile, fino a prendere una forma perfetta. Nonostante ai miei occhi apparisse tutto come una curiosa e ardua impresa, mia nonna mi semplifica il tutto dicendo: “e che ce vole fija mia, brava, imparate perché quando io non ci sarò più, chi li fa li gnocchi?”.

Non aveva tutti i torti la nonna, la procedura per fare gli gnocchi non è affatto complessa, anzi.

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“Galeotto fu” il pelapatate e chi lo inventò.

pelapatate

Siete già arrivati all’inferno dantesco? Scommetto di sì. Come dimenticare l’amore focoso e adultero della Francesca di Dante, la quale ammette che dietro questa fiamma proibita si celi in realtà, un libro. Il colpevole, l’intermediario che unì Paolo e Francesca sulla scia della passione che unì gli stessi Lancillotto e Ginevra. “Galeotto fu il libro“, oggi ancora vive nei nostri modi di dire, quando dobbiamo rendere a parole la figura (spesso aggettivo) di colui (persona o cosa) che si è fatto intermediario amoroso. Quasi sempre è così. Francesca alludeva alla Letteratura Cavalleresca, è lei che ha reso possibile l’amore per Paolo.

Qui non c’è la Letteratura, bensì la gastronomia e tutta quella gamma di utensili e minuziosi attrezzi che, tenuti segretamente, nel cassetto della nostra cucina, possono veramente cambiare il rapporto con ciò che cuciniamo. Alla fine chi ama la cucina, sa che è un po’ come amare incondizionatamente, senza grandi pretese se non quella di assaporare con gli occhi e con il palato, le nostre piccole opere d’arte. Un amore che raggiunge le vette più alte quando lo sappiamo condividere con gli altri, perché cucinare è un modo di “dare”.

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